A partire dal titolo del precedente laboratorio “un ventaglio per cambiare aria” e dall’esperienza fatta negli anni precedenti, emerge quanto sia urgente negli adolescenti oggi creare nuovi spazi, nell’immaginario e nel reale, che vadano oltre i confini: confini intesi come muri e barriere geografiche ma anche nei corpi, nelle identità, nelle idee. Per questo l’idea è di lavorare sulla creazione di uno spazio in cui studenti e studentesse insieme alle persone che abitano i centri di accoglienza del territorio possano conoscersi, confrontarsi ed esprimersi con dei mezzi diversi da quelli della parola.

Tre incontri da due ore in ogni classe così strutturati:

Primo incontro: un primo incontro di due ore condotto da uno/a psicoanalista/ psicoterapeuta con un operatore sociale, e persone migranti che abitano i progetti di accoglienza CAS e SAI del territorio, in cui verranno presentati tutti i partecipanti, e si parlerà del tema migrazione/inclusione e di quali emozioni questo tema susciti in ognuno. Si proverà a stimolare la riflessione e si faranno pescare a ciascuno delle parole chiave su cui lavorare nei prossimi incontri (es. CURA, RIFUGIO, PELLE, MIGRANTI, CASA, DONNA, PIANETA- MONDO…)


Secondo incontro. Fotografia. Studenti e studentesse, insieme alle persone dei progetti, lavoreranno sulle parole chiave con la Fotografia. Il gruppo classe sarà dotato di polaroid con cui fotograferà le immagini che vengono in mente connesse alle parole chiave. Si sceglie di usare la polaroid proprio perché, al contrario degli smartphone con cui si fotografa di continuo e velocemente, la polaroid richiede di prendersi il tempo e scegliere bene l’obiettivo, perché si hanno possibilità limitate.  Le foto potranno essere fatte dentro e fuori la classe, accompagnate da operatori e condivise insieme. Lavorando anche sull’Io- Altro- Duale – Gruppale?

Terzo incontro: il gruppo classe lavorerà insieme ad un esperto di scrittura/poesia e a partire dalle parole, dalle foto e disegni ( per i poster)create-trovate si scriverà una breve poesia o un testo che le persone associeranno alle immagini e alle parole. I ragazzi e le ragazze saranno stimolati a pensare ad una sorta di evoluzione tra quello che vedono nella realtà e quello che la realtà potrebbe potenzialemente diventare con speranza di produrre trasformazioni individuali e sociali.

Quarto incontro: un ultimo incontro sarà dedicato all’assemblaggio integrativo dei lavori (disegni- foto + poesie) nei poster che potranno essere esposti. I lavori potranno essere individuali ma anche assemblati creativamente insieme ad altri qualora si vedessero delle connessioni. Alla fine dell’incontro si lasceranno 30’ di tempo per la riflessione su come si è stati nel gruppo ed individualmente in questa esperienza di lavoro.

Come restituzione finale, alla fine dell'anno, ci sarà una mattinata in cui si vedranno i video, si esporranno i lavori e ci sarà spazio affinché i ragazzi che lo vorranno, possano esprimere i loro commenti, le loro riflessioni.

 

Cosa-proponiamo
3 incontri in ogni classe così strutturati:
Un primo incontro di due ore condotto da uno/a psicoanalista/ psicoterapeuta con un operatore sociale, e persone migranti che abitano i progetti di accoglienza CAS e SAI del territorio, in cui verranno presentati tutti i partecipanti, e si parlerà del tema migrazione/inclusione e di quali emozioni questo tema susciti in ognuno. Da questo incontro potranno emergere quelle parole e/o quelle frasi che sono rimaste più impresse sia agli studenti che ai richiedenti asilo, e che apriranno ai temi del progetto, alle emozioni e pensieri nuovi.
Altri 2 incontri - laboratori in cui si lavorerà sia con un esperto di arti grafiche che con un musicista. La classe verrà divisa in due gruppi, a seconda delle preferenze soggettive. Si partirà sempre da musiche scelte e a tema come stimolo (vibrazione emotiva), per poi far esprimere liberamente le emozioni dei partecipanti attraverso il canale del suono-segno-disegno e/o della parola.

I laboratori si concluderanno con la creazione di un libro stampato tipo albo illustrato e/o un video, contenente le produzioni delle classi e dei migranti nel corso del progetto.
Come restituzione finale, alla fine dell'anno, ci sarà una mattinata in cui si vedranno i video, si ascolteranno i testi e le musiche e ci sarà spazio affinché i ragazzi che lo vorranno, possano esprimere i loro commenti, le loro riflessioni.

In collaborazione con ISUR, durante gli eventi organizzati in occasione del Festival di Interazioni, potrà essere organizzato un momento di restituzione del progetto rivolto alla cittadinanza

Saranno coinvolte alcune cooperative che si occupano di richiedenti asilo sul territorio provinciale.

 

Artisti

Ai due artisti AlfreD e Burla22, affiancati da una psicoterapeuta, sarà affidato il lavoro di sostegno creativo all’espressione soggettiva e del gruppo, rispetto all’esperienza dell’incontro e alla possibilità di andare oltre la superficie, per dare voce a parti profonde connesse alle emozioni della migrazione e della diversità, per la crescita e il cambiamento

Emanuele Battarra, in arte Burla, 43 anni, diciotto di lavoro in ambito educativo, con una grande passione e un prezioso talento nel writing e nella street art.

Dice Burla: “È interessante osservare come l'arte può diventare uno strumento attraverso il quale far passare contenuti più profondi al di là della grafica e del disegno, creando un canale privilegiato per trattare tematiche anche complesse con i ragazzi”.


AlfreD, musicista, cantautore e poeta, ha tenuto laboratori di scrittura creativa a Casa Pomposa e ha esperienza, passione e capacità nel lavoro con adolescenti e gruppi.

Dice AlfreD. “Sono Alfredo, ho 33 anni. Il mio approccio alla scrittura è nato verso i 14 , da lì in poi ho cercato di affinare un linguaggio ibrido tra rap e poesia parlando principalmente di emozioni. Da un punto di vista educativo credo che la scrittura sia la conseguenza del pensiero e come tale, più si stimola il pensiero, più si presenta la scrittura e la sua genesi terapeutica.”

Riteniamo inoltre che le personalità e competenze dei due artisti possano dar vita ad una condivisione e inclusione di arti e personalità molto feconde per attivare processi di trasformazione delle esperienze traumatiche.

Attualmente è in via di pubblicazione il libro “Racconti in cammino. Adolescenti Studenti e Migranti: percorsi di narrazione e soggettività” a cura di Cinzia Carnevali, Laura Ravaioli e Sonia Saponi (Edizioni Pendragon, in stampa) che, oltre a raccogliere articoli di vari autori sui temi dell’adolescenza e delle conseguenze psichiche del fenomeno migratorio, ospita i racconti degli studenti e dei migranti del progetto 2021-2022.

Anche per il lavoro che verrà realizzato nel progetto 2023-2024sarà cura delle psicoterapeute che se ne occupano di lasciare una testimonianza.

Al fine di far conoscere, integrare, incontrare l’altro e la propria o diversa cultura, si proporrà una visita guidata al Museo degli Sguardi e al Museo della città di Rimini. L’esperienza sarà proposta come attività libera, nel senso che ogni studente e migrante ed eventualmente insegnante, potrà organizzarsi e aderire o meno secondo il proprio desiderio, senza il coinvolgimento degli Istituti Scolastici, quindi in un pomeriggio da definire.

“Il Museo analizza lo sguardo occidentale verso le culture “altre”. L’obiettivo è quello di avvicinare il proprio pubblico alla dimensione riflessiva della relazione con l’arte degli altri, rivelandola nei diversi aspetti che essa ha assunto a seconda dello sguardo. È un invito al sogno, alla riflessione e al viaggio che mira a soddisfare quel bisogno di stupire, di capire e di ammirare” (dal sito del Museo).

In tutto il percorso del progetto sarà interessante osservare ed ascoltare che tipo di emozioni si attiveranno nel gruppo.

Spesso l’immersione totale nella cultura occidentale al soggetto migrante non solo può far perdere il contatto con la propria cultura di origine, ma può creare un disorientamento e a volte un crollo identitario e trasformarsi in sintomi psicofisici anche gravi come depressione, panico, rabbia, somatizzazioni.

Allo stesso modo per l’adolescente (e non solo), l’adesione totale al desiderio dell’altro, o a stereotipi culturali e sociali, all’immagine ideale o alla performance perfetta e ideale, cosa non rara oggigiorno, soffoca aspetti autentici del sé e anche questo può essere causa di stati di malessere più o meno grave.

Ritrovare e creare segni, manufatti e linguaggi alternativi diventa esperienza di riconoscimento e contatto con parti di sé alle quali tornare e riconsegnare un valore.

Questo progetto apre risposte all’interrogativo: “Come convivere in un confronto civile fra persone, etnie, religioni”, convivere con parti di sé fragili e spaventate, e contrastanti, con angosce abbandoniche che possono generare molta paura di crescere, con “spiritualità, etiche, culture diverse, senza avere chiara la consapevolezza della propria identità e di come questa si sia venuta formando proprio attraverso successive, ininterrotte mescolanze con alterità che da lontane si fanno vicine, da estranee divengono familiari?” (E. Bianchi, Per un nuovo umanesimo).

Le attività sono inserite nei Progetti approvati e finanziati nell’ambito dei Piani di Zona per la salute e il benessere sociale del Comune di Rimini e del Distretto di Riccione. Responsabile del progetto

 

Responsabile del Progetto:
Dott.ssa Cinzia Carnevali Psicoanalista CAP-SPI Membro didatta SIp

Referenti del progetto

Dott.ssa Rita Arianna Belpassi,
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Telefono: 3493943984

Dott.ssa Nicoletta Russo,
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Telefono: 3292939040

Valentina Di Cesare,
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Carlo Pantaleo,
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Organizzazione

Dott.ssa Cinzia Carnevali- Psicoanalista SPI, IPA, SIPsA-COIRAG
Dott.ssa Laura Ravaioli- Psicoanalista SPI, IPA, IPA Committee per le Nazioni Unite.
Dott.ssa Sonia Saponi Psicoterapeuta SIPsA-COIRAG
Dott,ssa Silvia Cicchetti Psicoterapeuta SIPsA-COIRAG
Dott.ssa Rita Arianna Belpassi- Psicoterapeuta SIPsA-COIRAG
Dott.ssa Nicoletta Russo- Psicoterapeuta approccio etno-sistemico-narrativo
Dottor Alex Mastellari Operatore Cooperativa Ardea

 

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